Si va… dove?

Anche se verso la metà dell’Ottocento esistevano nelle Americhe piccoli nuclei di emigrati italiani spesso andati all’estero dopo il fallimento dei vari moti risorgimentali, un flusso migratorio di una certa consistenza si diresse, con inizio negli ultimi decenni dell’Ottocento, dapprima verso i paesi europei e coinvolse per prime le regioni settentrionali - la Liguria innanzitutto - e solo in seguito quelle meridionali che però manifestarono una netta preferenza per le mete oltreoceano.

A segnare la scelta tra le due Americhe fu il possesso o no di denaro da investire nell’espatrio. Costava di più raggiungere l’America Latina in cui le prospettive economiche erano migliori, i problemi di lingua superabili e le differenze culturali minori. Invece, il biglietto per gli Stati Uniti costava di meno ed era facile, in un paese in grande sviluppo, trovare lavoro, sia pure poco o nulla qualificato, in agricoltura o in imprese industriali. Inoltre l’impiegarsi nella costruzione delle infrastrutture permetteva talvolta un ritmo stagionale tale da consentire, volendo, periodici ritorni a casa.

I porti d’imbarco degli emigranti erano Genova, Napoli, Palermo.

In treno si raggiungevano i paesi europei e anche il porto francese di Le Havre da cui era più agevole, per gli emigranti del Nord, imbarcarsi per le destinazioni americane. Il numero delle partenze crebbe - torrenziale - sino alla vigilia della prima guerra mondiale: era “la grande emigrazione”.

Al termine del conflitto e per la progressiva chiusura degli sbocchi americani si rinnovò l’esodo verso le destinazioni europee ma con un numero ridotto di espatri. Agli altri porti si aggiunse Trieste. Nel secondo dopoguerra le partenze verso tutte le destinazioni, continentali o intercontinentali che fossero, ripresero con un notevole incremento numerico.

Trieste. In attesa dell’imbarco 1900 circa
Trieste. In attesa dell’imbarco 1900 circa
Palermo 1910. Una chiatta con emigranti si avvicina alla nave
Palermo 1910. Una chiatta con emigranti si avvicina alla nave
Genova, 1919. L’imbarco dei bagagli degli emigranti  sul piroscafo “Tomaso di Savoia” del Lloyd Sabaudo
Genova, 1919. L’imbarco dei bagagli degli emigranti sul piroscafo “Tomaso di Savoia” del Lloyd Sabaudo