La nascita dell’Archivio e della Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana

L’Italia è un paese considerato tra i maggiori detentori del patrimonio culturale e artistico mondiale. Opere di artisti e ingegni che hanno lasciato tracce indelebili nel pae-saggio italiano. Molti altri tesori, tuttavia, sono poco conosciuti e molti ancora sono frutto semplicemente di esperienze di vita. Lettere, diari, fotografie appartengono alla vita di ogni giorno, ma quando sono espressione di un periodo storico acquistano il valore di documenti. Gli archivi che raccolgono questi materiali sono dei giacimenti culturali che spesso hanno alle spalle l’attività pionieristica di appassionati che hanno intuito il loro valore esclusivo, e hanno meticolosamente e tenacemente raccolto queste testimonianze. Uno di questi pionieri è stato Paolo Cresci. Fotografo scientifico presso l’Università degli Studi di Firenze, vicende personali lo portarono a conoscere da vicino l’emigrazione nella Valle del Serchio, in Lucchesia. Dalle donazioni provenienti dalle famiglie di emigrati, ma anche cercando nei mercatini d’antiquariato e presso i collezionisti, in circa 25 anni raccolse più di 15.000 pezzi: epistolari, fotografie, documenti d’archivio, documenti personali di emigrati, libri e riviste, riuscendo così a mettere insieme la più ricca raccolta di documenti esistente sull’emigrazione italiana. Paolo Cresci, dopo alcune esposizioni locali, nel 1997 fu fra i principali organizzatori della mostra The World in my hand, sull’emigrazione italiana tra il 1860 e il 1960, allestita a New York nei suggestivi ambienti di Ellis Island. Fu il suo ultimo impegno perché dopo pochi mesi ci lasciava prematuramente. Gli eredi vollero che questo patrimonio non fosse disperso, ma anzi incrementato e valorizzato. La Provincia di Lucca, il cui territorio ha un’antica tradizione di emigrazione, riconoscendo l’importanza della raccolta documentaria, decise di acquisirla con l’impegno di salvaguardare questo patrimonio culturale. La necessità di affidare ad una struttura autonoma l’impegno della valorizzazione del patrimonio Cresci e allo stesso tempo la volontà di coinvolgere in questo ambizioso progetto le amministrazioni locali, le realtà economiche e gli istituti culturali del territorio, sono stati alla base della nascita, nel 2002, della “Fondazione Paolo Cresci per la storia dell’emigrazione italiana”, con lo scopo di promuovere progetti di ricerca, pubblicazioni, mostre, ecc.

Il “Museo Paolo Cresci per la storia dell’ emigrazione italiana” è sicuramente uno degli obiettivi più importanti raggiunti, essendo un contributo tangibile alla conoscenza di una pagina importante della storia d’Italia.